Efficientamento energetico 2030: la direttiva «Green» dell’Unione Europea obbligherà a ristrutturare.

NORMATIVA EUROPEA E IMMOBILI

La ragione (forse) vincerà sull'ideologia. La BCE frena sulla diretta "green".

La direttiva "green" dell'UE per l'efficientamento energetico dovrebbe essere approvata entro il 25 gennaio dalla Commissione energia del Parlamento UE e poi ricevere l'approvazione definitiva entro il 13 marzo.

Foto della cover dell'articolo con il titolo in sovraimpressione e sullo sfondo la foto della bandiera dell'unione europea.

Questa direttiva obbligherà i paesi membri, inclusa l’Italia, a ristrutturare gran parte del loro patrimonio immobiliare per portarlo almeno alla classe E entro il 2030 e alla classe D entro il 2033.


Qual'è la situazione in Italia?

In Italia, attualmente, il 60% degli edifici immobiliari si trova nelle classi G e F, ovvero le due più basse.

In una prima formulazione della direttiva, era previsto che le case che non avessero ottenuto il bollino verde dell’Unione Europea non potessero essere vendute o affittate, tuttavia, questo obbligo è stato successivamente indebolito.


I proprietari di immobili comunque hanno già iniziato a muoversi in tale direzione, come ho evidenziato in questo articolo sulla ristrutturazione, in crescita nel 2022.

Si prevedono sanzioni?

La direttiva prevede anche delle sanzioni per coloro che non rispettano l’obbligo di ristrutturare gli edifici per portarli alle classi indicate, ma il loro ammontare sarà stabilito dai governi nazionali.

In ogni caso, il mancato adeguamento avrà effetti negativi sul mercato, come la perdita di valore degli immobili e possibili problemi nell’erogazione dei mutui.


Le "proposte" dell'UE:

Nuovi edifici

  • Dal 2028 – Tutti gli immobili pubblici dovrebbero essere tutti a emissioni zero.
  • Dal 2030 – Tutti (pubblici e privati) dovrebbero essere a emissioni zero.

Edifici esistenti NON residenziali

Per gli edifici commerciali o industriali esistenti, gli Stati hanno stabilito limiti massimi per l’utilizzo di energia, basati sul consumo di energia grezza.

  • La 1° soglia: stabilirebbe un limite al di sotto del 15% del consumo di energia grezza degli edifici che hanno le prestazioni più scarse della media del proprio paese membro.
  • La 2° soglia: verrebbe fissata al di sotto del 25%.

Questi limiti sono basati sul consumo energetico del patrimonio immobiliare del paese all’1 gennaio 2020.

Edifici esistenti Redidenziali

La traiettoria nazionale consiste nella diminuzione dell’utilizzo di energia primaria per gli edifici residenziali tra il 2025 e il 2050, con controlli intermedi per verificare i progressi raggiunti.

Questo per assicurare che il consumo di energia primaria degli edifici residenziali sia almeno:

  • Entro il 2033, tutti gli edifici alla classe di prestazione energetica D;
  • Entro il 2040, il consumo di energia primaria negli edifici residenziali dovrebbe raggiungere un obiettivo stabilito a livello nazionale, basato su una diminuzione graduale del consumo medio di energia primaria dal 2033 al 2050.

Questi limiti sono basati sul consumo energetico del patrimonio immobiliare del paese all’1 gennaio 2020.

E per gli edifici storici?

Fortunatamente ci sono delle eccezioni per alcuni edifici, tra cui gli edifici storici, i luoghi di culto e gli edifici utilizzati a scopi di difesa.

La 1° scadenza per gli edifici esistenti

Nella bozza di revisione, c’è un obiettivo intermedio per gli edifici esistenti che prevede di raggiungere la classe energetica E entro il 2030.

Questo obiettivo è più ambizioso rispetto a quello proposto a dicembre 2021 che prevedeva l’obbligo di migliorare la classe energetica degli edifici non residenziali dalla classe G alla F entro il 2027 e per gli edifici residenziali entro il 2030.

Ciò significa che c’è più tempo per raggiungere l’obiettivo ma è più restrittivo per quanto riguarda il risultato finale.

Considerazioni personali

La casa è un bene di valore, frutto degli sforzi fatti nel corso della vita, luogo di ricordi e legami affettivi.

La nuova norma, elaborata a livello europeo senza alcuna valutazione dell’effetto sulle singole nazioni, potrebbe avere conseguenze negative importanti per il settore immobiliare in Italia e per i patrimoni degli italiani.

Tutti dobbiamo fare la nostra parte per proteggere l’ambiente e rispettare il pianeta, ma non possiamo accettare questo cambiamento radicale, irrazionale e assurdo.

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Fabio Balbis - Agente Immobiliare Valle d'Aosta

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